Sull’insegnamento cristiano
Losanna 1979
1. Riteniamo che il vero scopo dell’insegnamento, nella sua globalità, sia far sì che i ragazzi imparino a conoscere Dio, a glorificarlo e a rendergli il culto e l’onore che gli sono dovuti.
2. Poiché l’universo, con tutto ciò che contiene, è opera del Creatore, ogni vera conoscenza deve fondarsi sulla rivelazione di Dio, nel rispetto dell’ordine stabile che è proprio alla realtà creata.
3. Da ciò si deduce che non è possibile separare l’acquisizione delle conoscenze dalla formazione morale e spirituale della gioventù. È anzi pericoloso ignorare questa connessione.
4. La responsabilità dell’educazione dei ragazzi compete in primo luogo ai genitori. Alle istituzioni scolastiche essa compete solo per delega. I diritti e gli obblighi dei genitori nei confronti dei figli sono prioritari rispetto a quelli dello Stato.
5. Ogni vero insegnamento deve necessariamente basarsi su una gerarchia, nel cui ambito all’insegnante spetti impartire delle conoscenze e agli allievi riceverle. Ne consegue che l’insegnante deve disporre di un’autorità nei confronti degli allievi. In tal modo egli potrà comunicare a coloro che sono posti sotto la sua autorità delle conoscenze di cui questi ultimi non erano precedentemente in possesso. Perché l’insegnamento sia efficace è necessaria l’osservanza di una disciplina ben precisa.
6. Ogni prospettiva educativa volta ad innovare facendo tabula rasa del passato – sia che si tratti dell’insegnamento delle scienze esatte, della storia o delle lingue – e controproducente ai fini di una vera educazione della gioventù. Senza dubbio la trasmissione delle conoscenze, preziosa eredità dei nostri predecessori, deve venire costantemente rettificata in base alle esigenze della verità e del rispetto della realtà. Il voler abolire radicalmente le acquisizioni spirituali, morali e intellettuali delle generazioni passate non può tuttavia che portare ad una conoscenza distorta della realtà e ad uno sradicamento della personalità. Senza tradizione non c’è avvenire.
7. L’insegnamento deve venire impartito nel rispetto delle caratteristiche naturali e dello sviluppo morale e intellettuale specifico di chi lo riceve. I ragazzi e le ragazze devono ricevere un insegnamento parzialmente differenziato, rispettoso della natura degli uni e delle altre. L’insegnamento deve svilupparsi in base a criteri differenziati che tengano conto di volta in volta dell’età, delle capacità, dei ritmi di assimilazione dei ragazzi. È,
ad esempio, aberrante voler iniziare dei bambini piccoli a forme di ragionamento astratto, accessibile solo a delle intelligenze già formate o voler imporre indiscriminatamente a tutti una formazione che tenga esclusivamente conto degli aspetti speculativi. L’insegnamento deve costituire una preparazione all’inserimento pratico dei giovani nella vita.
8. È indispensabile pianificare l’insegnamento di tutte le materie facenti parte del corso di studi in base a criteri rientranti in una concezione globale che si proponga delle finalità veramente cristiane e che sia rispettosa della realtà. È anche indispensabile far sì che la visione cristiana dell’insegnamento definita in questi punti possa ritornare ad ispirare l’istruzione pubblica nel nostro cantone.
Nota
La Carta per l’insegnamento qui riportata proviene dall’Associazione dei genitori cristiani del cantone di Vaud (AVPC), in Svizzera, il cui scopo è quello “di promuovere l’educazione dei giovani secondo norme stabilite dalla legge di Dio”. Essa fu molto attiva ed efficace su numerosi temi dibattuti in campo scolastico non solo in ambito svizzero, ma anche in altri paesi. Essa è qui presa ad esempio della rinnovata sensibilità evangelica nei confronti dell’insegnamento scolastico che si trova in molte altre associazioni evangeliche esistenti in varie parti del mondo (Christian Education Association, ecc.). Basti qui pensare al movimento delle scuole private e confessionali negli USA e a tante altre esperienze in varie parti del mondo.
BIBLIOGRAFIA
Il testo è stato diffuso nelle numerose pubblicazioni dell’ Association vaudoise de parents chrétiens, AVPC, Lausanne 1979. Qui è stata tratta da Dichiarazioni Evangeliche a cura di Pietro Bolognesi; Dehoniane , 1998.